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Dopo aver analizzato il reparto sicuramente più cospicuo dal punto di vista numerico, cioè i lanciatori che, anche in funzione delle esigenze della franchigia, si dovranno dividere, spostare, sottrarre, ecc..., passiamo ad un altro punto fermo del roster dello Junior Parma per la IBL2: i Ricevitori. Perché li ho definiti punto fermo è presto detto, a differenza di altri reparti, che vedranno vari innesti di giocatori provenienti da altre squadre del sistema franchigia, i ricevitori rimarranno quelli dello scorso anno, anche perché sono tutti molto giovani e la IBL2 offrirà la possibilità di continuare sulla strada della crescita tecnica. Vediamo chi sono i giocatori che nel 2010 difenderanno casa base. I nomi sono quelli noti di Andrea Bertolini, Francesco Masola e Riccardo Zambelloni, facce note perché tutti di provenienza Junior, fin dalle giovanili. Vediamoli uno per uno:
Andrea Bertolini è il veterano del ruolo, dall’alto dei suoi 29 anni di età e 20 di baseball, tutti trascorsi nelle file dello Junior Parma, a parte la parentesi dei due anni in prestito al CUS Parma in quella che all’epoca si chiamava serie A1. Giocatore “stazzato”, ha le caratteristiche fisiche tipiche del ricevitore sia in statura che in peso, peso che mette tutto sulla mazza quando è il suo turno di battuta, facendolo collocare costantemente nel cuore del lineup, quando non addirittura nel ruolo di cleanup. In attacco i suoi risultati sono sempre stati di grande rilievo anche nelle serie superiori, lo scorso anno in serie B ha ottenuto un .318 di media battuta, con .500 di sluggin’ e 33 RBI, il tutto corredato anche con 3 homers. Non è un fulmine nella corsa sulle basi, ma l’esperienza e l’attenzione gli hanno consentito di rubare 4 basi su 5 tentativi. D’altro canto, negli anni precedenti, in serie A2 ha sempre battuto con medie attorno ai .300, a conferma della sua validità nella fase offensiva. In difesa è una vera sicurezza, sia per la capacità di fermare praticamente tutto, sia per il tempo di reazione ed il “braccio”, ma sopratutto per la tranquillità che trasmette ai lanciatori nella gestione dei battitori, infatti i lanciatori lo amano proprio perché sanno che se saranno capaci di mettere la palla dove e come lui la richiede, molto difficilmente questa si trasformerà in una battuta valida. 17 assistenze, nessun errore ed il 50% dei tentativi di rubata conclusi con l’out sono le sue credenziali. Per quanto riguarda la gestione della partita (non dei battitori) Andrea ha già un’esperienza rilevante, anche se bisogna dire che in quel ruolo non si finisce mai di imparare, ma la volontà di crescere non manca certamente a Bertolini. A questo bisogna aggiungere la volontà e la capacità di trasmettere quello che sa ai suoi compagni più giovani, facendone un ricevitore-coach perfettamente adatto ad un campionato di formazione come la IBL2. Deve cercare di mantenere costante, lavoro permettendo, la sua preparazione annuale così da essere costantemente utilizzabile sia come giocatore che come “bench coach” dei ricevitori aiutandoli inning per inning a gestire la situazione sia della gara che dei battitori.
Francesco Masola, del 1989, figlio d’arte, in quanto suo padre Giuliano è il noto arbitro, ha anche lui sempre militato nello Junior Parma, fin dall’età di 8 anni. Sinistro in battuta, ha una struttura che ricorda quella di Bertolini, con qualche cm in meno in altezza. Fino ad ora non è stato impiegato con continuità, se non nella under 21, categoria nella quale si è fregiato dello scudetto nella squadra mista Junior, Oltretorrente, Colorno, che lo ha vinto due anni fa. Una buona mazza, molto disciplinato nel box ed affidabile anche quando chiamato dalla panchina nel ruolo di pinch hitter, lo scorso anno in serie B ha ottenuto una media battuta di pochissimo sotto il .300 e 5 RBI. Da ricordare la battuta da due basi da pinch hitter che ha dato il via alla rimonta che ha portato alla vittoria contro la Crocetta in una dei tanti Derby dello scorso anno, un perfetto matchup contro il lanciatore destro Omar Fermo, concluso con un linedrive che ha scavalcato il primabase avversario. Ancora un po’ macchinoso nell’azione di tiro in seconda, sta lavorando intensamente proprio su questo fondamentale, così come sulla difesa del piatto, dove ha sempre dimostrato molto coraggio, anche in caso di cariche molto violente, sempre contrastate senza perdere la palla, magari anche a costo di botte notevoli. Per quanto riguarda la gestione della gara, su questo si dovrà ancora lavorare e sopratutto giocare, perché se è vero che i grandi manager della MLB vengono in gran parte proprio dal ruolo di ricevitore, questa competenza viene con l’esperienza, con le partite e con l’età; la franchigia conta sulla IBL2 per consentire ai giocatori di acquisire esperienza, cosa ancor più vera se si parla dei ricevitori. Bisogna anche tenere conto che Francesco è ancora in età Under 21, cosa che gli consentirà di giocare un maggior numero di partite, non essendo limitato alle categorie seniores. La sua esperienza nella categoria superiore dovrà farne uno dei leader della squadra più giovane. Deve credere maggiormente nelle sue possibilità e “trasformarsi” fisicamente...il catcher deve essere un “atleta” il giocatore più in forma della squadra.
Riccardo Zambelloni anche lui molto giovane (è del 1988), è molto forte fisicamente e dotato di un telaio decisamente grande col suo quasi metro e 90 per circa 100 Kg, che però non gli impedisce di muoversi con una discreta agilità. Ha un buon potenziale con la mazza non sempre espresso con continuità, specialmente lo scorso campionato, anche a causa di un paio di infortuni che lo hanno costretto ad uno stop prolungato. Specialmente la frattura della caviglia in conseguenza ad una carica subita su un arrivo a casa base gli è costata quasi metà campionato, peccato perché è venuta poco dopo il primo homer in carriera in categoria seniores. Dotato di un buon braccio, deve ancora lavorare sul timing e sulla meccanica di tiro in seconda base, cosa che sta già facendo insieme a Bertolini e Masola, nel programma di lavoro specifico per il ruolo. Anche Riccardo si è fregiato dello scudetto Under 21 di due anni fa con la squadra composta da giocatori di Junior, Oltretorrente e Colorno e questo e questo è certamente un buon viatico per il suo futuro, come per quello della squadra in generale, considerando la funzione della IBL2 nel quadro più grande della franchigia. Come per gli altri colleghi di ruolo, la gestione della gara deve ancora essere sviluppata completamente, mentre la gestione dei lanciatori sta progredendo con l’esperienza. Riccardo ha una magnifica etica del lavoro e certamente non si tirerà indietro in questa fase preliminare della preparazione propedeutica al campionato che inizierà in Aprile e che lo vedrà alternarsi a Bertolini dietro al piatto di casa base; il numero di gare che potrà “mettere sotto la cintura” quest’anno gli dovrebbe consentire di arrivare alla maturazione completa nel ruolo. A mio parere, un po’ di “cattiveria” in più sarebbe la benvenuta per dare a Riccardo quel carisma e quella “forza” necessarie in un ruolo chiave come quello che ricopre, ma l’esperienza e le gare giocate porteranno certamente anche ad aggiungere questo ingrediente ad un piatto che ne ha già di ottimi.
Concludo con le parole del Manager Longagnani: “Per tutti vale la stessa cosa....il ricevitore è l’ unico giocatore che tutta la squadra vede davanti a sè..deve essere un leader dentro e fuori dal campo...in panchina non deve perdersi una mossa degli avversari iniziando dal BP gli permette di capire chi sono i corridori veloci e le caratteristiche di battuta, pretendere dai coach lo scouting degli avversari, che dovrà avvenire insieme a tutto lo staff tecnico l’ ultimo allenamento prima della partita.
Sudore Sofferenza Sacrificio la regola delle 3 S del ricevitore...ma sempre applicabili a tutta la squadra.
Con questo è terminata anche l’analisi dei ricevitori, ruolo chiave per qualsiasi squadra che abbia ambizioni elevate, in generale possiamo perciò dire che il ruolo è coperto e che il potenziale per il futuro c’è, basta lavorare.
Prossima puntata i “corner infielders” cioè gli interni degli angoli, prima e terza base, analizzati separatamente dagli altri interni, per le grandi differenze di modo di giocare, struttura, e fondamentali che li contraddistinguono.
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